Gestione del portafoglio · 2 di 2
Ribilanciamento del portafoglio: quando e come farlo
Ribilanciare significa riportare il portafoglio ai pesi che hai scelto, per esempio 60% in azioni e 40% in obbligazioni, quando il mercato li ha spostati. Le ricerche di Vanguard suggeriscono di controllarlo una o due volte l'anno e di intervenire solo se qualcosa si scosta di 5 punti o più. Spesso bastano i nuovi versamenti, senza vendere.
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In breve
- Ribilanciare serve a mantenere il rischio che hai scelto, non a guadagnare di più: riporta il portafoglio alla sua ripartizione quando una parte è cresciuta più dell'altra.
- Secondo Vanguard, controllare il portafoglio una o due volte l'anno e ribilanciare solo quando un'attività si scosta di 5 punti o più dal peso obiettivo è un buon equilibrio tra controllo del rischio e costi.
- Il modo più economico di ribilanciare è con denaro nuovo: ogni versamento va a ciò che è sotto il suo peso e non vendi nulla.
- In Italia vendere ETF, fondi o azioni in guadagno per ribilanciare è tassato al 26%, e i guadagni su ETF e fondi non si compensano con le minusvalenze.
Cos'è il ribilanciamento e perché il portafoglio si sposta da solo
Quando costruisci un portafoglio decidi quanto mettere in ogni cosa: tanto in azioni, tanto in obbligazioni, tanto in liquidità. Quella ripartizione è il tuo portafoglio obiettivo e riflette il rischio che sei disposto a correre. Il problema è che il mercato non rispetta la tua ripartizione: ogni parte sale o scende a modo suo e, dopo un po', i pesi non sono più quelli che avevi scelto.
Un esempio. Parti con 10.000 €: 6.000 € in un fondo azionario e 4.000 € in uno obbligazionario, un 60/40. Un anno dopo le azioni sono salite del 40% e le obbligazioni sono rimaste ferme. Ora hai 8.400 € in azioni e 4.000 € in obbligazioni, 12.400 € in tutto, e le azioni pesano il 67,7%. Nessuno ha deciso di alzare il rischio, eppure è salito.
E lo senti quando arrivano i ribassi. Se poi le azioni perdono il 30%, con il 60% in azioni il portafoglio perde il 18%; con il 67,7%, perde il 20,3%. Nello studio di Vanguard sul ribilanciamento, un portafoglio 60/40 mai ribilanciato tra il 1926 e il 2009 ha finito con una media dell'84,1% in azioni. Ha reso il 9,1% annuo contro l'8,6% di quello ribilanciato ogni anno, ma con una volatilità del 14,4% contro l'11,9%: molto più rischio di quello che il suo proprietario aveva scelto.
Ribilanciare vuol dire correggere questa deriva: vendere parte di ciò che è cresciuto troppo, comprare ciò che è rimasto indietro, o entrambe le cose, fino a tornare alla ripartizione di partenza. Non è un modo per guadagnare di più. In un lungo mercato rialzista ribilanciare rende di solito un po' meno che lasciar correre, perché vendi ciò che sale di più. Quello che ottieni è mantenere il rischio che avevi deciso.
Quando e ogni quanto ribilanciare: calendario o soglie
Ci sono due modi per decidere quando. A calendario: scegli una data (una volta l'anno, ogni sei mesi) e quel giorno riporti il portafoglio ai suoi pesi, che si sia mosso tanto o poco. A soglie, o bande: fissi un margine intorno a ogni peso e intervieni solo quando qualcosa ne esce, in qualunque momento. Molti investitori combinano i due metodi: guardano il portafoglio a una data fissa e operano solo se qualcosa è fuori dalla sua banda.
Vanguard ha studiato queste regole in «Best practices for portfolio rebalancing» (Jaconetti, Kinniry e Zilbering, 2010, aggiornato nel 2015) con dati dal 1926 al 2009. La conclusione è che non esistono una frequenza né una soglia ottimali e che, per la maggior parte degli investitori, controllare il portafoglio una o due volte l'anno e ribilanciare quando qualcosa si scosta di 5 punti o più è un buon equilibrio tra controllo del rischio e costi. Ribilanciare ogni mese non ha ridotto il rischio: nel loro portafoglio 60/40 ha voluto dire 1.008 operazioni in 84 anni, contro 83 ribilanciando una volta l'anno e 28 con un controllo annuale e una soglia di 5 punti, con una volatilità simile (12,1%, 11,9% e 11,8%).
Uno studio successivo di Vanguard, «Rational rebalancing» (2022), arriva a un'idea simile: la cosa migliore è non ribilanciare né troppo spesso, come ogni mese o ogni trimestre, né troppo di rado, come ogni due anni.
Una variante popolare delle bande è la regola 5/25, diffusa dal divulgatore Larry Swedroe: ribilanci quando un'attività si scosta di 5 punti dal suo peso obiettivo o del 25% di quel peso, a seconda di cosa succede prima. Per un peso del 60%, la banda va dal 55% al 65% (il 25% di 60 sarebbe 15 punti, più di 5). Per un peso del 10%, la banda va dal 7,5% al 12,5%, perché il 25% di 10 fa 2,5 punti. Così anche le posizioni piccole hanno un margine proporzionato.
Nell'esempio le azioni sono al 67,7%, fuori dalla banda tra il 55% e il 65%: è il momento di ribilanciare. Se fossero al 63%, con questa regola le lasceresti stare. L'importante è scegliere la regola a mente fredda e scriverla, per non decidere nel mezzo di un crollo o di un'euforia.
Come ribilanciare senza vendere: con i tuoi versamenti
Se versi denaro ogni mese o ogni anno, hai il modo più economico di ribilanciare: invece di dividere ogni versamento secondo i tuoi pesi, mandalo tutto a ciò che è sotto il suo obiettivo. Non vendi nulla, quindi non paghi commissioni di vendita né tasse, e il portafoglio torna a poco a poco al suo posto. Vanguard lo raccomanda espressamente: usare versamenti, prelievi, dividendi e interessi per ribilanciare aiuta a controllare il rischio e riduce i costi.
Nell'esempio, se versi 1.000 € e li metti tutti in obbligazioni, passi a 8.400 € in azioni e 5.000 € in obbligazioni: le azioni scendono dal 67,7% al 62,7%, già dentro la banda. Per tornare esattamente al 60/40 senza vendere dovresti versare 1.600 €, perché 8.400 € devono essere il 60% di 14.000 €.
Lo stesso vale al contrario. Se prelevi denaro, prendilo da ciò che è cresciuto troppo. E i dividendi o le cedole che incassi puoi reinvestirli nella parte rimasta indietro.
Il limite è la dimensione: quando lo scostamento è grande rispetto a quanto versi, correggerlo solo con i versamenti può richiedere molti mesi. Allora puoi combinare le due cose: versare su ciò che manca e vendere solo lo stretto necessario. Il calcolatore qui sotto ti dà gli importi esatti di ogni opzione e ti risparmia il foglio Excel per il ribilanciamento del portafoglio.
Tasse e costi: quanto costa ribilanciare
Questa è la fiscalità italiana per chi risiede in Italia. Se vendi in guadagno per ribilanciare, la plusvalenza è tassata al 26%, o al 12,5% sulla parte dovuta a titoli di Stato e obbligazioni di Paesi white list. Nell'esempio, vendere 960 € di azioni che ti erano costate circa 686 € fa emergere un guadagno di circa 274 € e, al 26%, circa 71 € di imposta. Anche passare da un fondo a un altro è una vendita tassata.
C'è un dettaglio che conta quando vendi per ribilanciare. I guadagni su ETF e fondi sono redditi di capitale e non si possono compensare con le minusvalenze, che sono redditi diversi. Se vendi in perdita un ETF e in guadagno un altro, paghi comunque il 26% sul guadagno. Le minusvalenze si compensano invece con le plusvalenze su azioni, obbligazioni o ETC.
In Spagna, e solo per chi vi risiede, esiste un meccanismo diverso: il trasferimento tra fondi comuni (traspaso) permette di spostare denaro da un fondo all'altro senza pagare tasse finché non lo ritiri davvero. Gli ETF ne sono esclusi dal 2022.
Poi ci sono i costi di ogni operazione: la commissione di compravendita del broker o della banca, la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita e, in alcuni fondi, commissioni di uscita. Per questo ribilanciare a soglie e con i versamenti costa di solito meno che farlo ogni mese a calendario: operi meno volte e solo quando serve.
Come farlo in MyPortfolio
Raggruppa le posizioni in zone
Nella scheda «Piano» del tuo portafoglio assegna ogni posizione a una zona: quelle predefinite (Nucleo, Satelliti, Play money e Liquidità) o quelle che crei tu, per esempio «Azioni» e «Obbligazioni». La liquidità del portafoglio conta in Liquidità.
Crea il piano con i pesi obiettivo
Indica il peso obiettivo di ogni zona (devono sommare il 100%) e la tua soglia di deviazione in punti, per esempio 5. Se aggiungi il tuo orizzonte e il calo massimo che tolleri, il piano passa da «Piano base» a «Operativo».
Guarda quanto ti sei scostato
Per ogni zona vedi il peso obiettivo, quello reale, lo scostamento in punti e quanto denaro è in eccesso o in difetto. Lo scostamento totale ti dice quale parte del portafoglio dovresti spostare: in verde se è entro la tua soglia, in ambra fino al doppio e in rosso oltre.
Opera dal tuo broker e registralo
MyPortfolio non invia ordini di acquisto o di vendita. Fai il versamento, la vendita o il trasferimento dove hai il denaro, lo registri o importi il tuo estratto conto, e lo scostamento si ricalcola.
Segui l'avviso settimanale
L'email settimanale del tuo portafoglio ti dice se sei ancora dentro il tuo margine o quale zona si è scostata di più, così non devi ricordarti di controllare.
L'idea da portare a casa
Ribilanciare vuol dire mantenere il rischio che hai scelto. Scegli i tuoi pesi, decidi una regola semplice (un controllo l'anno e bande di 5 punti, oppure la regola 5/25), correggi prima con i versamenti e vendi solo quando serve. Prima di vendere, tieni conto delle tasse e di come si compensano guadagni e perdite.
Quali pesi ti convengano dipende dal tuo orizzonte e da quanto calo sopporti senza abbandonare il piano, e questo non lo decide un calcolatore. Quello che puoi fare è smettere di andare a occhio: con i tuoi pesi obiettivo in MyPortfolio sai in ogni momento quanto ti sei scostato.
Domande frequenti
Ogni quanto bisogna ribilanciare un portafoglio?
Non esiste una frequenza ottimale. Vanguard conclude che controllare il portafoglio una o due volte l'anno e ribilanciare solo quando un'attività si scosta di 5 punti o più dal peso obiettivo è un buon equilibrio tra rischio e costi; ribilanciare ogni mese non riduce di più il rischio e moltiplica le operazioni.
Cos'è la regola 5/25 per ribilanciare?
È una regola a bande: ribilanci quando un'attività si scosta di 5 punti dal peso obiettivo o del 25% di quel peso, a seconda di cosa succede prima. Con un peso del 60% la banda va dal 55% al 65%; con uno del 10%, dal 7,5% al 12,5%.
Si può ribilanciare senza vendere?
Sì: indirizzando ogni nuovo versamento a ciò che è sotto il suo peso obiettivo, e i prelievi a ciò che è sopra. Non paghi tasse né commissioni di vendita, anche se con uno scostamento grande può richiedere tempo.
Ribilanciare il portafoglio è tassato?
In Italia, vendere in guadagno è tassato al 26% (12,5% sui titoli di Stato) e anche il passaggio da un fondo all'altro è una vendita. I guadagni su ETF e fondi non si compensano con le minusvalenze.
Ribilanciare migliora il rendimento?
Non necessariamente. Il suo scopo è mantenere il rischio che hai scelto; nei lunghi mercati rialzisti un portafoglio non ribilanciato rende di solito un po' di più, ma con più azioni e più volatilità del previsto.