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Dividendi: rendimento, yield on cost e quanto incasserai
Il rendimento da dividendo è il dividendo annuo di un'azione diviso per il suo prezzo di oggi; lo yield on cost lo divide per quanto l'hai pagata tu. Per sapere quanto incasserai quest'anno, moltiplica quanto paga ogni titolo per le tue azioni, togli le imposte (in Italia, il 26%) e separa ciò che è annunciato da ciò che è stimato.
12 min di lettura
In breve
- Rendimento da dividendo = dividendo annuo per azione ÷ prezzo attuale; yield on cost = dividendo annuo per azione ÷ il tuo prezzo medio di acquisto.
- In Italia sui dividendi si paga il 26%, e sulle azioni estere il Paese d'origine trattiene prima la sua parte (il 15% con gli Stati Uniti), che di norma non si recupera: il 26% si calcola su quello che resta.
- Un dividendo alto non garantisce un buon investimento: il prezzo scende quando viene pagato e ciò che conta è il rendimento totale, dividendi compresi.
- Per incassare 2.000 € netti al mese con un rendimento da dividendo del 3,5% servono circa 927.000 € investiti, con la tassazione italiana del 26%, e quel dividendo può essere tagliato.
Che cos'è il rendimento da dividendo e come si calcola
Il rendimento da dividendo (dividend yield) risponde a una domanda semplice: se compro oggi, quanto mi restituisce l'azienda ogni anno in contanti per ogni euro investito? Si calcola dividendo i dividendi per azione di un anno per il prezzo attuale dell'azione.
Un esempio: un'azione quota 40 € e negli ultimi dodici mesi ha pagato 1,60 € per azione. Il suo rendimento da dividendo è 1,60 ÷ 40 = 4%. Se domani il prezzo scende a 32 € e il dividendo non cambia, il rendimento sale al 5%, anche se l'azienda non paga un centesimo in più.
Ne vedrai due versioni. Quello storico somma quanto pagato negli ultimi dodici mesi; quello atteso usa quanto si prevede per i prossimi dodici. Se l'azienda paga quattro volte l'anno, somma i quattro pagamenti: una sola cedola trimestrale moltiplicata per quattro sbaglia non appena arriva un dividendo straordinario o un aumento a metà anno.
Che cosa significa yield on cost (e perché non serve per confrontare)
Lo yield on cost, o rendimento sul costo, usa la stessa formula ma con il tuo prezzo medio di acquisto al posto del prezzo di oggi: dividendo annuo per azione ÷ quanto hai pagato ogni azione. Misura quanto ti rende oggi il denaro che hai investito a suo tempo.
Se un'azienda aumenta il dividendo anno dopo anno, il tuo yield on cost cresce senza che tu faccia nulla. Nell'esempio della tabella hai comprato a 20 € quando pagava 0,80 € (il 4%). Dieci anni dopo paga 1,60 € e quota 40 €: chi compra oggi incassa il 4%, ma tu incassi l'8% su quanto hai pagato.
È un numero che motiva, ma non serve per decidere. Quell'8% non significa che l'azione renda più di un'altra: se vendessi oggi, riceveresti 40 € per azione e potresti investirli in qualcosa che paga il 4% o più. Per confrontare gli investimenti tra loro, usa il rendimento da dividendo attuale e, meglio ancora, il rendimento totale.
| Voce | All'acquisto | Dieci anni dopo |
|---|---|---|
| Prezzo dell'azione | 20 € | 40 € |
| Dividendo annuo per azione | 0,80 € | 1,60 € |
| Rendimento da dividendo (sul prezzo di oggi) | 4% | 4% |
| Yield on cost (sul tuo prezzo di acquisto) | 4% | 8% |
Dividendo lordo e netto: quanto ti tolgono le imposte
Questa sezione descrive le regole per chi risiede in Italia, aggiornate a ottobre 2026; in altri Paesi sono diverse. Le persone fisiche pagano sui dividendi il 26%. Se incassi tramite una banca o un broker italiano, è l'intermediario a trattenerlo al momento del pagamento, a titolo d'imposta: di solito non devi fare altro in dichiarazione. Con una società italiana, su 1.000 € lordi te ne arrivano 740 netti.
Con una società estera le imposte sono due, e si sommano. Se la società è statunitense e hai firmato il modulo W-8BEN presso il tuo broker, negli Stati Uniti ti trattengono il 15%: di 1.000 € restano 850. L'intermediario italiano applica poi il 26% su quegli 850 € (221 €), e sul conto ti arrivano 629 €.
A differenza di altri Paesi, in Italia questa doppia imposizione di norma non si recupera: secondo l'Agenzia delle Entrate, i dividendi esteri tassati con l'imposta sostitutiva del 26% non danno diritto al credito per le imposte pagate all'estero. Ad attenuare il colpo c'è solo il fatto che il 26% si calcola sul netto e non sul lordo: in totale paghi il 37,1% invece del 26%.
Quello che il Paese d'origine trattiene oltre la misura prevista dalla convenzione (il 15% con gli Stati Uniti) va chiesto a rimborso a quel Paese, e la pratica è spesso lunga. Per i casi particolari, come i dividendi incassati tramite un broker estero, consulta le istruzioni del modello Redditi Persone Fisiche sul sito dell'Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.
Fondi ad accumulazione o a distribuzione: quale ti conviene?
Un fondo o un ETF a distribuzione ti paga in contanti i dividendi che incassa dalle sue azioni; uno ad accumulazione li reinveste al suo interno e non ti paga nulla: cresce il valore della sua quota invece di arrivarti il denaro. Le azioni dentro sono le stesse; quello che cambia è quando paghi le imposte.
In Italia ogni provento di un fondo a distribuzione è tassato, di norma al 26%, nell'anno in cui lo incassi, che quel denaro ti serva o no. In uno ad accumulazione non paghi nulla finché non vendi, e allora paghi sul guadagno.
Per questo, se stai costruendo un patrimonio e non ti servono le rendite, l'accumulazione di solito costa meno in imposte. La distribuzione ha senso quando vuoi quel denaro ogni anno per spenderlo. Attenzione quando calcoli i tuoi dividendi: un fondo ad accumulazione non compare come pagatore, anche se le sue aziende i dividendi li pagano.
Come calcolare quanto incasserai di dividendi quest'anno
Fare il conto per un portafoglio reale richiede più lavoro che applicare una formula: ogni azienda paga in date diverse, nella sua valuta e con la sua ritenuta. Ecco i passaggi.
È quello che fa la scheda «Dividendi» di ogni portafoglio in MyPortfolio con le tue posizioni: quanto hai incassato quest'anno, quanto ti arriva nei prossimi 12 mesi mese per mese (separando ciò che le aziende hanno annunciato da ciò che è stimato in base a quanto hanno pagato l'anno scorso), il netto con la ritenuta abituale se risiedi in Spagna, che puoi correggere società per società, e il tuo rendimento da dividendo sul prezzo di oggi e su quanto hai pagato. Se non risiedi in Spagna, gli importi sono lordi, a meno che tu non inserisca la ritenuta che ti applica il tuo broker.
Elenca le tue posizioni e le tue azioni
Annota quante azioni o quote hai di ogni titolo. Lascia da parte i fondi ad accumulazione: non ti pagheranno nulla.
Cerca il dividendo per azione di ognuna
Usa quello che l'azienda ha già annunciato e, per il resto dell'anno, quello che ha pagato l'anno scorso nelle stesse date. È una stima prudente: non presuppone aumenti.
Moltiplica e converti in euro
Azioni per dividendo per azione, pagamento per pagamento, e converti in euro quelli che incassi in dollari, sterline o franchi svizzeri al cambio di oggi.
Togli le imposte
In Italia, il 26% sulle società italiane; su quelle estere, prima la ritenuta del Paese d'origine e poi il 26% su quello che resta. Così sai quanto arriva davvero sul tuo conto.
Separa l'annunciato dallo stimato
L'annunciato è quasi sicuro; lo stimato può cambiare. Se il totale dipende molto da una sola azienda, qualsiasi taglio si farà sentire.
Perché il rendimento da dividendo da solo inganna
Un dividendo non è denaro che compare dal nulla. Il giorno in cui l'azione smette di dare diritto al pagamento (la data di stacco), il suo prezzo scende più o meno di quanto viene distribuito: l'azienda toglie quella liquidità dalla sua cassa e la dà a te. Il tuo patrimonio non cresce perché incassi; cresce se l'azienda genera più di quanto distribuisce.
Per questo un rendimento da dividendo molto alto è spesso più un campanello d'allarme che un'occasione: di frequente il prezzo è sceso perché il mercato si aspetta un taglio del dividendo. Un dividendo del 6% con un calo del prezzo del 10% è una perdita del 4% nell'anno.
I dividendi contano, ma sono solo una parte. Secondo dati Bloomberg ripresi da First Trust, hanno spiegato il 36,5% del rendimento totale dell'S&P 500 tra il 1927 e il 2024; il resto è venuto dalla crescita dei prezzi. Il numero con cui giudicare il tuo portafoglio è il rendimento totale, dividendi e prezzo insieme, misurato con il TWR perché i tuoi versamenti non lo distorcano.
Quanti soldi servono per vivere di dividendi?
Il conto è semplice: quanto vuoi incassare netto all'anno, riportato al lordo, diviso per il rendimento da dividendo. Per 2.000 € netti al mese (24.000 € all'anno), con il 26% sui dividendi italiani, ti servono circa 32.430 € lordi. Con un rendimento da dividendo del 3,5% sono circa 927.000 € investiti; con il 5%, circa 649.000 €; con il 3%, poco più di 1,08 milioni. Come riferimento, nel 2024 la spesa media mensile per consumi delle famiglie in Italia è stata di 2.755 €, secondo l'Istat.
Ora, i rischi. Il dividendo non è garantito: nel 2020, secondo l'indice globale dei dividendi di Janus Henderson, un'azienda su otto ha cancellato il dividendo e una su cinque lo ha tagliato, e i pagamenti mondiali sono calati del 12,2%. Se ci vivi, un anno così è un taglio dello stipendio.
Inoltre l'inflazione erode una rendita che non cresce: con un'inflazione del 2% (l'obiettivo della Banca centrale europea), 24.000 € di oggi tra dieci anni comprano quanto circa 19.700 €. E cercare più rendimento per aver bisogno di meno capitale di solito ti porta su poche aziende e pochi settori, proprio dove un taglio fa più male.
Vivere di dividendi non richiede nemmeno meno denaro che vivere vendendo quote un po' alla volta: quello che rende il portafoglio è il suo rendimento totale, che arrivi come dividendo o come vendita. La differenza è fiscale e psicologica. Quando vendi paghi le imposte solo sul guadagno, non su tutto quello che incassi; con i dividendi non devi decidere quando vendere. La cosa sensata è fare il conto con i tuoi numeri, con un margine, e rivederlo ogni anno.
Domande frequenti
Che cos'è lo yield on cost?
È il dividendo annuo per azione diviso per il tuo prezzo medio di acquisto. Se hai comprato a 20 € e oggi l'azienda paga 1,60 € all'anno, il tuo yield on cost è dell'8%, anche se chi compra oggi a 40 € incassa il 4%.
Come sono tassati i dividendi in Italia?
Con il 26%, che la banca o il broker italiano trattiene al momento del pagamento, di solito senza che tu debba indicarli in dichiarazione. Sulle azioni estere il 26% si applica a quanto resta dopo la ritenuta del Paese d'origine.
Si può recuperare la doppia imposizione sui dividendi esteri?
Di norma no: per l'Agenzia delle Entrate, i dividendi esteri tassati con l'imposta sostitutiva del 26% non danno diritto al credito per le imposte pagate all'estero. Quello che il Paese d'origine trattiene oltre la convenzione (il 15% con gli Stati Uniti) si chiede a rimborso a quel Paese.
Quanti soldi servono per vivere di dividendi?
Dividi la rendita lorda che ti serve per il rendimento da dividendo. Per 2.000 € netti al mese con il 26% italiano e un rendimento del 3,5%, circa 927.000 €. Metti in conto tagli del dividendo e inflazione.
Meglio un ETF ad accumulazione o a distribuzione?
In Italia, se non ti servono le rendite, quello ad accumulazione di solito è più efficiente, perché non paghi imposte finché non vendi. Quello a distribuzione ti dà liquidità ogni anno, ma ogni provento è tassato.